E d'ora in poi mi fido anche del mio Mentor

Precarietà, equilibrio tra vita e lavoro, essere donna oggi: leggi com'è andato il primo incontro di Mentor allo spazio Contentissimo, raccontato da chi c'era.
persone sedute a dei tavoli all'interno di uno spazio colorato
© Trentogiovani - Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)

Descrizione

Il 24 settembre ho partecipato al primo incontro di Mentor, un progetto intergenerazionale che vuole dare allə giovani la possibilità di confrontarsi con lavoratori e professionisti su temi come scuola, lavoro, scelte, futuro.

Sono entrata nel nuovo spazio "Contentissimo" un po' dubbiosa: può davvero una persona che lavora in un settore completamente diverso dal mio aiutarmi ad affrontare meglio il mondo del lavoro?

Al giorno d'oggi spesso risulta molto difficile mettere in dialogo generazioni diverse su temi come il lavoro, il futuro, la responsabilità. C'è, a mio avviso, un problema valoriale e comunicativo che a volte impedisce ad entrambe le parti di comprendere davvero il punto di vista dell'altra. Mentor vuole spingerci verso un baricentro, verso un compromesso generazionale che ci aiuti a costruire un futuro più consapevole e strutturato.

Dopo una breve introduzione sul progetto svolto da Orientare Oggi, ci siamo casualmente divisi in tavoli di lavoro dove abbiamo potuto scambiare idee e opinioni. Io mi sono seduta al tavolo "Futuro", dal quale sono emerse tematiche fondamentali cui le nuove generazioni si trovano ad affrontare, ora più che mai: l'incertezza economica e la mancanza di una vera educazione finanziaria.

Io, in veste di venticinquenne neolaureata, ho condiviso che soffro spesso il privilegio in cui la mia generazione è cresciuta, ma allo stesso tempo non mi sento di definirla una generazione "senza problemi": la precarietà, la promessa meritocratica tradita, il fatto che non possiamo avere figli perché non abbiamo una struttura che ci aiuta a farlo, sono tutti problemi che vivo sulla mia pelle, e che intaccano inevitabilmente la mia percezione di lavoro e di futuro.

Durante il tavolo di lavoro un altro aspetto estremamente interessante emerso è proprio come il lavoro viene vissuto a livello personale. Ero particolarmente interessata a sapere come alcuni Mentor riescono a tirare una linea netta tra vita privata e quella lavorativa, e ho avuto la conferma dei miei sospetti: alcuni non lo fanno, per scelta o per necessità.

Forse perché sono giovane, o semplicemente figlia del mio tempo, io vedo il lavoro come un mezzo: ovviamente voglio che mi appaghi e che mi piaccia, ma non lo vedo come il fulcro della mia vita. Tutto questo mi ha fatto riflettere su quanto le mie vedute da GenZ siano conciliabili con il mondo del lavoro tradizionale, che spesso predilige produttività ed economicità a passione, benessere e riconoscimento.

Uno degli scambi per me più significativi di questo incontro è stata con due mentors, entrambe donne. Anche se lavoravano in ambiti ben lontani dal mio, abbiamo esplorato nel profondo cosa significhi essere una donna che lavora al giorno d'oggi. Nonostante io abbia modelli femminili molto forti nella mia famiglia, non nego che, crescendo, mi sono chiesta spesso come si concilia l'immagine della maternità tradizionale con la società di oggi. Ho apprezzato particolarmente ascoltare le loro esperienze e le loro diverse narrazioni di equilibrio, raccontate da donne affermate professionalmente.

Mentor arriva in un momento della mia vita in cui regna incertezza (e pure un po' di panico) nei confronti del futuro. Non so bene cosa sto facendo e non so nemmeno come fare a farlo. Ma d'altronde chi lo sa davvero alla mia età? Sono estremamente fiduciosa verso il percorso di Mentor perché potrebbe darmi strumenti ulteriori per imparare a capire meglio il mondo che mi circonda, fatto da persone diverse con idee lontane dalle mie, ma mi potrebbe anche aiutare a capire tanto di me stessa.

Mi sono resa conto di come le differenze di vedute a volte rafforzino (o indeboliscano) i miei principi valoriali. Sono pronta a decostruire un po' di me, insieme al mio Mentor, per vedere dove queste nuove prospettive possono portarmi.

Al termine dell'incontro mi sono sentita arricchita e ascoltata. Ho capito che un punto di incontro tra generazioni così diverse esiste, e forse Mentor è un passo per tutti verso questo punto.

Continuerò a fidarmi del tempo e a fidarmi di me stessa.

E d'ora in poi anche del mio Mentor :)

Alessia Montini