Descrizione
Il 29 settembre 2026 si è svolta, presso il MUSE, la plenaria del progetto “Diritti in movimento”. Fin dai primi momenti dell’incontro, ciò che mi ha colpito maggiormente è stata l’altissima partecipazione da parte degli enti culturali e scolastici: più di 30 persone hanno scelto di esserci, mettendosi in gioco e dedicando tempo ed energie alla
costruzione del progetto.
Dopo una breve introduzione, siamo entrati subito nel vivo dell’incontro, raccogliendo idee,
proposte e iniziative in programma per la settimana del 20 novembre, Giornata mondiale dei Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
Ho trovato particolarmente bello e stimolante constatare quante proposte diverse fossero già state immaginate per questa importante ricorrenza: più di 25 iniziative, dai laboratori culturali agli incontri di approfondimento e formazione, tutte pensate per sensibilizzare sul tema e capaci di rivolgersi a fasce d’età molto diverse, dalla scuola dell’infanzia fino ai giovani adulti. La varietà delle proposte mi è sembrata un segnale concreto della ricchezza che può nascere quando realtà diverse decidono di lavorare intorno a un tema comune.
La seconda parte dell’incontro è stata invece dedicata ai tavoli di lavoro, a partire da alcune questioni emerse durante la plenaria del 23 giugno:
- la necessità di raggiungere e coinvolgere le famiglie, soprattutto quelle più difficili da intercettare;
- l’importanza della coprogettazione e di una reale restituzione al territorio;
- la necessità di dilatare i tempi, evitando una concentrazione eccessiva degli eventi;
- e, infine, il superamento della frammentazione.
Proprio dal confronto ai tavoli sono emersi, a mio avviso, due aspetti particolarmente stimolanti. Il primo è stato il riconoscimento di nuove esigenze e nuove categorie da coinvolgere: non solo chi già partecipa abitualmente a questo tipo di iniziative, ma anche quelle persone che più difficilmente riusciamo a raggiungere, come i genitori o i giovani lavoratori. Mi è sembrato un passaggio importante, perché significa interrogarsi non soltanto su ciò che vogliamo proporre, ma anche su chi ancora non stiamo riuscendo a coinvolgere.
Il secondo aspetto, forse quello che ho percepito più fortemente durante l’incontro, è stata la voglia concreta di partecipare e di lavorare insieme. Si respirava nella stanza una forte disponibilità al confronto, alla condivisione di idee e alla costruzione comune. Non soltanto tante proposte, quindi, ma anche la volontà di metterle in relazione e di
trasformarle in un progetto condiviso.
Ed è proprio questa, per me, la sensazione più significativa con cui sono uscita dall'incontro: l'idea che “Diritti in movimento” non sia soltanto una raccolta di iniziative, ma possa diventare uno spazio in cui soggetti diversi imparano a conoscersi, confrontarsi e costruire insieme qualcosa per il territorio.
Alessia Montini, tirocinante dell'Ufficio Politiche giovanili del Comune di Trento