Descrizione
Mi faccio spazio tra folla - che insieme al Nettuno e alla Cattedrale fa da cornice all'evento - ed eccoli: centinaia di giovani "intogati" e incappellati. Le autorità salgono sul palco e il Rettore Paolo Collini dà inizio alla cerimonia invitando tutti i presenti ad un momento di silenzio per quanto accaduto a Parigi soltato poche ore prima.
E' quindi il momento dei discorsi, con il sindaco Alessandro Andreatta, l’assessora all’università e ricerca della Provincia Sara Ferrari, il presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Università di Trento Innocenzo Cipolletta e alcuni casi di eccellenza come Alessandro Rossi, ex studente dell'Unitn ora direttore marketing alla Barilla. Al centro di tutto è il nostro ateneo, che quest'anno ha superato un importante traguardo, quello di cinquantamila laureati da quando nel 1962 è stato istituito.
Sono sempre di più i ragazzi che di anno in anno portano a termine il loro percorso di studi all'Università di Trento. Molti di loro vengono da fuori regione, come è subito evitente ascoltando i diversi accenti dei presenti alla cerimonia. Alcuni studenti arrivano persino dall'estero, ed infine i trentini, circa la metà. Tutti comunque assieme su questo palcoscenico ad aspettare la tanto attesa pergamena, ultimo formale traguardo di un'esperienza di vita.
Ecco allora che in un clima a metà fra l'istituzionale e il goliardico - quello dei cori da stadio di chi è venuto da lontano per acclamare l'amico di sempre - uno a uno i Dottori vengono chiamati sul palco a ritirare ufficialmente il diploma dalle mani del Rettore.
Sono gli studenti che hanno concluso gli studi nelle sessioni di luglio - settembre, dei corsi di laurea di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica, Ingegneria e Scienza dell’Informazione, Ingegneria Industriale, Fisica, Matematica, Psicologia e Scienze Cognitive, CIBIO - Centro di Biologia Integrata, Lettere e Filosofia, Sociologia e Ricerca Sociale. Chiedo ad alcuni dei presenti come vedono questa novità della cerimonia pubblica. Qualcuno - titubando - si lascia andare al facile paragone con "l'americanata" che siamo abituati a vedere nei film; chi un po' rimpiange la consueta dicussione della tesi seguita dalla proclamazione dello studente vissuta come un momento più intimo e personale. In generale però la sentenza è positiva: l'evento viene percepito per ciò che è, un'occasione per riconoscere pubblicamente l'importanza dell'Università e degli universitari. E l'emozione nell'aria è palpabile in una mattina di autunno trentino come tante, ma unica per tutti loro.
Annalia Zambotto