Cerca che ti ricerca - La notte dei ricercatori 2015

Venedì 25 ha preso vita anche a Trento la Notte Europea dei Ricercatori, l'evento che da dieci anni rappresenta una bella occasione per conoscere, sperimentare e imparare qualcosa in più sulla ricerca nella proprià città. Una vera e propria fiera dove università e centri di ricerca espongono in modo semplice, efficace e spesso divertente i risultati del proprio lavoro; piace a tutti, soprattutto a bambini e ragazzi, e ogni edizione è più affollata della precedente.
Immagine: Science
© Louis Reed - Unsplash

Descrizione

Il titolo stesso dell'iniziativa però passa a volte inosservato: la notte è dedicata ai ricercatori, uomini e donne di ogni nazione che hanno fatto della ricerca la loro missione. Un lavoro difficile, per "cervelloni", ci si immagina ragazzi e ragazze chini sui libri o chiusi in un laboratorio tra provette e cavie: un mondo precario, stipendio basso e tanta voglia di scappare all'estero. Ma è davvero così? Per scoprirlo bisogna chiederlo a loro... durante loro notte!

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Partiamo subito con la roba tosta: matematica. Nello stand del Dipartimento di matematica dell'Università di Trento ci sono bambini e ragazzi che si cimentano con corde, tasselli di legno e dischetti di ferro. E i numeri? Le equazioni? Dove sono tutte quelle cose che a scuola ci facevano tanta paura?
"La matematica serve a capire la realtà e le cose che ci circondano, è la scienza più rigorosa perchè non puoi confutare i numeri, ma al tempo stesso è la più astratta". A parlare è Paolo, 31 anni di Torino, che propone ai visitatori un gioco apparentemente semplice ma che mette tutti in difficoltà: tenere una corda per le due estremità e formare un nodo senza staccare mai le mani dalla fune. "Nessuno ci riesce al primo colpo, il segreto è partire dalla tesi per formare un ipotesi e non viceversa: prima formi il nodo e poi provi a scioglierlo. La matematica fa anche questo: ti apre la mente". Paolo parla della matematica in modo appassionato e molto concreto eppure da un non addetto ai lavori un ricercatore in matematica può sembrare un vero e proprio marziano. "In tanti mi chiedono: "Ma cosa fai tutto il giorno? Ti pagano per far di conto?". La realtà è ovviamente più complessa e le condizioni della ricerca non sono favorevoli ma se c'è entusiasmo l'incertezza sul futuro mi spaventa un po meno".

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Alcuni stand saltano all'occhio per le luci e i colori, in uno di questi Daniele ci attira con una richiesta bizzarra: "Posso farvi una foto termica?". Dopo lo scatto, molto suggestivo e personalizzato, il ragazzo roveretano di 30 anni ci spiega che si occupa i sviluppare sistemi di sicurezza attraverso il rilevamento termico. "La foto è una scusa per attirare le persone, poi gli spieghiamo che la nostra immagine non è solo quella che vediamo allo specchio e senza utilizzare la vista possiamo comunque essere percepiti e captati da sistemi sofisticati come questo". Sembra fantascienza, e anche un pò inquietante, allora gli chiediamo se un giorno grazie alla ricerca potremo teletrasportarci o leggere nella mente. "Questo non lo so, ma le possibilità sono davvero infinite. Oggi all'FBK facciamo delle cose che solo 6 anni fa sembravano impossibili agli occhi della comunità scientifica. Il problema è sempre lo stesso: i soldi. Ce ne sono pochi e vengono investiti poco nell'Università".

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A vista d'occhio nel capannone di Trento Fiere si nota che ad indossare la maglietta dell Notte dei Ricercatori sono sia maschi che femmine, quasi un 50 e 50, eppure nel mondo della ricerca, soprattutto scientifica, le donne sono ancora una minoranza. A cercare di rompere questa barriera culturale si stanno prodigando in molti, tra questi anche il Dipartimento di sociologia e ricerca sociale dell'Università di Trento che propone ai visitatori della mostra un sorta di quiz: sul tavolo ci sono delle tessere con riportate alcune grandi scoperte scientifiche, compito dei partecipanti è quello di indovinare chi ha fatto questa scoperta. La "sorpresa" è che sono tutte frutto della ricerca di scienziate donne e nessuno sa la risposta giusta. "Si tratta di un gioco semplice ma che mette le persone di fronte ad una grande verità: le donne scienziate non solo sono poche, ma sono anche sconosciute". A parlare è Manuela una delle responsabili di questo progetto che ha come obiettivo la sensibilizzazione alle tematiche di genere nel mondo scientifico e degli interventi, soprattutto nelle scuole, per non allontare bambine e ragazze dalle materie scientifiche. "Sono dati ormai più che acclarati: se alle elementari bambini e bambine sono parimenti appassionati a scienza e matematica con il passare degli anni l'interesse delle ragazze scende vertiginosamente e basta entrare in una qualsiasi aula di ingenieria per notare questo gap di genere".

https://www.unitn.it/archivio/events/nottericercatori2015.html 

Maddalena Vialli

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Data: Mercoledì, 30 Settembre 2015