AHAB è breve il tempo che ci resta | Teatro Porland

AHAB_è breve il tempo che resta indaga la tematica del rapporto ancestrale tra uomo e acqua, elemento primario della Vita, la cui sopravvivenza è sempre più messa a rischio dall’uomo stesso. Tre quadri per altrettanti personaggi ed altrettante prove d’attore, realizzati con l’utilizzo di differenti linguaggi artistici quali prosa, video e sound live. Si comincia con Ismaele, personaggio tratto da “Moby Dick” di H. Melville, unico testimone di un’Umanità che grazie allo sfruttamento dell'olio di balena pose le basi del moderno mercato finanziario. Dall'ultimo baleniere, ci lasciamo naufragare dalle onde che ci conducono ad una notturna megalopoli, in cui una broker a capo di un fondo speculativo deve affrontare un disastro petrolifero. Lo spettacolo procede per giustapposizione di quadri che traghettano simbolicamente dal peccato originario del Pequod – l’uomo che si erge al di sopra del mondo – al tentativo di espiare le colpe dei padri attraverso la lotta ideologica dei figli contro le cause del disastro – l’uomo che torna a riappropriarsi del mondo e a difenderlo. A chiudere lo spettacolo, due figure di uomini che stanno dedicando la loro vita alla salvaguardia del pianeta: Boyan Slat con la sua Ocean Cleanup e Paul Watson, fondatore della Sea Shepard Society.

AHAB_è breve il tempo che resta, è uno spettacolo che indaga la tematica del rapporto ancestrale tra l'uomo e l'acqua, elemento primario della Vita, la cui sopravvivenza è sempre più messa a rischio dall’uomo stesso. Protagonista è l'Oceano ed i suoi innumerevoli volti, risorsa di bellezza e di biodiversità. L’Oceano che inghiotte corpi umani o li risputa, concede loro la grazia e li salva dal naufragio; l’Oceano che sa essere inferno di memorie sepolte in acqua o purgatorio di passaggio per migranti che aspettano di scorgere nuove terre, o ancora paradiso di speculazioni, per soprusi e devastazioni ambientali. Tre quadri per altrettanti personaggi ed altrettante prove d’attore, realizzati con l’utilizzo originale di differenti linguaggi artistici quali prosa, video e sound live.

Si comincia con Ismaele, personaggio letterario tratto dal romanzo “Moby Dick” di H. Melville, in scena in veste di unico sopravvissuto alla strage del veliero Pequod, naufragato durante la titanica ricerca della Balena Bianca. Ismaele ciondola ebbro di nulla, privato di uno scopo in vita che non sia quello di testimone di un’Umanità che grazie allo sfruttamento dell'olio di balena pose le basi del moderno mercato finanziario.

Dallo scorcio sulla vita dell'ultimo baleniere, ci lasciamo naufragare dalle onde che ci conducono ad una notturna megalopoli di fine anni ottanta, in un notturno in cui una broker a capo di un fondo speculativo si trova ad affrontare un disastro petrolifero nel Golfo del Messico, cuore di una sua speculazione finanziaria.

Lo spettacolo procede per paratassi, per giustapposizione di quadri che ci traghettano simbolicamente dal peccato originario del Pequod – l’uomo che si erge al di sopra del mondo – all’attuale tentativo di espiare le colpe dei padri attraverso la lotta ideologica dei figli contro le cause del disastro – l’uomo che torna a riappropriarsi del mondo e a difenderlo. A chiudere lo spettacolo, infatti, due figure di uomini a noi contemporanei, che con strumenti ed ideologie differenti, stanno dedicando la loro vita alla salvaguardia del pianeta: Boyan Slat con la sua Ocean Cleanup e Paul Watson, fondatore della Sea Shepard Conservation Society.

Dalle ore 18.00 alle ore 19.00, previa prenotazione, gli spettatori potranno partecipare al progetto formativo gratuito Spettatore Accorto condotto da Enrico Piergiacomi e gli insegnanti della Scuola di teatro del Portland.

16 febbraio, ore 21.00 | @Teatro Portland

 

Quando

venerdì 16 febbraio 2018
Dalle 21:00 alle 23:00

Info @

Organizzatore: Teatro Portland
http://bit.ly/2ChnCHm

Dove

Teatro Portland - Via Papiria, 8