Festival dell'Economia

Globalizzazione, nazionalismo e rappresentanza - 14° edizione

“Globalizzazione vuol dire che posso comprare la stessa maglietta a Parigi e a Milano?”, “Vuol dire che potrò trovare in Italia lo stesso panino con hamburger che ho mangiato ieri in Francia?”. Ricordo ancora queste domande dei miei figli (lascio a voi decidere quale provenisse da mia figlia e quale da mio figlio) in un viaggio in macchina da Parigi a Milano qualche decennio fa. Avevano entrambi ragione. Globalizzazione vuol dire integrazione dei mercati, soprattutto dei beni e dei capitali, con aumento delle pressioni competitive, maggiore circolazione di beni e servizi tra paesi e riduzione delle differenze di prezzo. È proprio alla competizione di paesi a basso costo del lavoro, allo spiazzamento di lavoro poco qualificato nei paesi avanzati, che viene imputata la richiesta pressante di una chiusura delle frontiere e la rivoluzione in corso nelle rappresentanze politiche dei paesi occidentali.

Negli ultimi anni in molti paesi si è assistito all’affermazione di partiti che contrappongono il popolo all’élite e che invocano il protezionismo e il ripristino della sovranità nazionale. L’ideologia è relativamente semplice: c’è un popolo inteso come un blocco omogeneo cui si contrappone un’élite altrettanto omogenea nell’essere corrotta e lontana dai problemi dei cittadini. In mezzo a queste due entità non c’è spazio per corpi intermedi, come associazioni della società civile, organismi tecnici, autorità indipendenti, sindacati, organizzazioni non governative, più in generale istituzioni proprie del sistema di checks and balances delle democrazie occidentali consolidate. La rappresentanza del popolo risponde a principi di democrazia diretta, in nome della quale si sottopongono molte decisioni a consultazioni online se non a referendum. Prevale a tutti i livelli il principio maggioritario a detrimento delle minoranze.

Cosa spiega questi sviluppi che modificano radicalmente le tradizionali divisioni fra destra e sinistra, gli assi del conflitto politico e che hanno già messo in crisi le socialdemocrazie europee? Questo interrogativo, che ha stimolato molta ricerca economica negli ultimi anni, sarà al centro di questa edizione del Festival.    continua a leggere...

 

Il programma del festival è articolato su quattro giornate:

- programma 30 maggio

- programma 31 maggio

- programma 1 giugno

- programma 2 giugno

 

Per scoprire Relatori, Luoghi, Format e rimanere aggiornato su possibili variazioni del programma consulta il sito del festival.

 

 

30 maggio - 2 giugno 2019 | @Trento

 

 

Quando

sabato 01 giugno 2019
Dalle 16:00 alle 19:55

Info @

Organizzatore: Provincia autonoma di Trento | Comune di Trento | Università degli studi di Trento
https://2019.festivaleconomia.eu/

Dove

Trento città - Piazza del Duomo, 18