All'interno del bando per il sostegno a progetti di rete delle scuole cittadine per l'a.s. 2018/2019, finanaziato dall'Amministrazione Comunale per destinare una quota del bilancio al sostegno di progetti del mondo della scuola coerenti con le proprie priorità stratgiche volte a favorire il lavoro di rete, il dialogo e lo scambio di buone prassi tra le scuole cittadine ed il territorio, si inserisce il progetto “Il lavoro che Impresa” che ha visto coinvolte diverse scuole secondarie della città di Trento come l'Università Popolare Trentina, il C.f.p. Centromoda Canossa e Impact Hub del Trentino.

 

Il progetto, sviluppato in sinergia dalle scuole, ha proposto un percorso di formazione extrascolastico con incontri d'aula (20 ore) e incontri on the job (alcuni aperti a terzi) presso laboratori, uffici e luoghi di lavoro nell'ottica di stimolare l'autoimprenditorialità e l'innovazione professionale, stimolando curiosità e attitudini attraverso l'utilizzo di strumenti coinvolgenti vicini all'esperienza degli studenti.

A termine del percorso si è svolto un evento finale, presso Impact Hub del Trentino, di restituzione del lavoro svolto dai ragazzi.
A tale scopo qui di seguito riportiamo il risultato dei percorsi svolti dei ragazzi dell'Upt Trentina e dalle alunne del centro Moda Canossa di Trento, intitolati rispettivamante: “Starbucks: un pezzo di Londra a Trento”, “Flexboard” e, per il Centromoda Canossa, “Jaac” e “Unique Maker”.

 

 

1) I progetti dell'Upt di Trento:

 

- STURBUCKS: UN PEZZO DI LONDRA A TRENTO”

 

 

 

Alcuni ragazzi dell'Upt di Trento hanno deciso di concentrarsi sul fenomeno Sturbucks – nota catena inglese di caffè e dolci – studiandolo nei dettagli per capirne la fattibilità di una apertura anche nella città di Trento.

 

Il powerpoint, realizzato per la restituzione finale dei progetti presso Impact Hub del trentino, si pone, fin dalla sua prima diapositiva, il problema di una mancanza nella nostra città di caffetterie di brand internazionali che, oltre ad offrire i classici menù che si possono trovare in luoghi di questo genere, possano offrire anche spazi di aggregazione e di richiamo per altre attività; il problema viene posto sulla monotonia dell'offerta attuale e sulla mancanza di originilità, caratteristica che porta un'attività di successo a contraddistinguersi da un'altra .

 

La soluzione al problema posto dai ragazzi sorge quasi immediata: “Perché non risolvere la situazione attuale provando ad aprire una caffetteria del brand internazionale Sturbucks? La risposta è qui, analizziamola”.

 

 

                       

 

 

L'analisi svolta dagli studenti si concentra quindi sullo studio della clientela abituale del marchio, resa possibile grazie all'ausilio di un benchmark di pubblico che riesce a richiamare tutte le fasce di età, quella dai 13 ai 20 anni, 20-30, fino a quella 30-50, dimostrando fin da subito che si tratta di un fenomeno che funziona per tutti e non solo per un target specifico. A ciò viene integrato anche il discorso legato ad aziende di business che spesso si affidano a Sturbucks per convegni, meeting di lavoro o appuntamenti con i propri clienti a dimostrazione che si tratta di un marchio universale su tutti i fronti.

 

Alla fase iniziale dello studio ne segue una più pratica, ossia quella che si concentra sullo studio dei costi di gestione e di apertura di un eventuale punto a Trento. Essendo Sturbucks un brand internazionale è stato possibile per i ragazi reperire dati circa i costi di gesttione annui di un punto vendita e anche quelli di una nuova apertura. Difatti, viene specificato che attraverso un'analisi di mercato basata sui costi medi di aperura di nuovi punti franchsing in Europa, l'affitto medio di un locale si aggira sui €22.000 medi, che le spese delle utenze si aggirano sui €12.000, che le spese per le materie prime ammontano a €90.000, che le spese per il marketing e la pubblicità costano €2000 e che le spese per gli eventi e i corsi di aggiornamento del personale costano €25.000, per un totale di costi annui medi di gestione ipotizzati in €151.000.

 

 

 

 

A ciò segue poi uno studio sui ricavi che l'apertura di un nuovo punto Sturbucks a Trento frutterebbe ai proprietari, stimati come segue:
- ricavi derivanti dal bar e caffetteria: ipotizzati su 100 consumazioni in media al giorno per circa €4 a persona;

 

  • un corso di bar e caffetteria per 20 persone a €20 per persona a settimana;

  • una serata musicale a settimana con in media 50 persone con una spesa di €10 a persona;

Per un totale di ricavi medi ipotizzati all'anno pari a €192.000.

 

 

 

Ma lo studio non è finito qui perché i ragazzi non hanno lasciato nulla al caso, si sono concentrati anche sullo studio degli orari di apertura attraverso la metodologia del raffronto con il maggiore competitors presente a Trento – ossia una caffetteria che propone un menù simile a Sturbucks e che attira molto pubblico – individuato in “Urban Coffee Lab”.

 

Il raffronto si è così basato:

Orari di apertura:

a) URBAN COFFEE LAB 7.30 – 19.30

b) STURBUCKS 6.00 – 00.00

 

Offerta ai clienti:

a) URBAN COFFE LAB: caffè e bevande americane normali;

b) STURBUCKS: bevande innovative;

 

Offerta aggiuntiva per i clienti:

a) URBAN COFFE LAB: solo bar-caffetteria;

b) STURBUCKS: bar-caffetteria, centro studio, serate musicali;

 

Vantaggi legati al marketing :

a) URBAN COFFE LAB: ha solamente due punti vendita;

b) STURBUCKS: ha 28700 punti vendita nel mondo, è quindi maggiormente conosciuto dal pubblico;

 

 

 

 

La presentazione del lavoro è andata concludendosi con un focus sul personale che ogni punto vendita necessita, basato sui dati forniti da Sturbucks e riportati come segue:

persona 1: corsi di lingua

persona 2: sarate musicali e spazio bambini

persona 3: cameriere

persona 4: cameriera

persona 5: cameriera

persona 6: cassa e cameriera

 

 

 

 

 

- "FLEX BOARD"

 

 

Gli altri ragazzi dell' Upt di Trento si sono invece concentrati ad analizzare il fenomeno longboard e sulla ricerca di eventuali negozi di rivendita di questo mezzo nella nostra città.

 

Il loro studio è partito da una analisi della realtà locale, ossia dalla domanda: ”Esistono luoghi di ritrovo per gli appassionati oltre che negozi che rivendano questi mezzi?”.

 

 

  

 

Dalla loro prima analisi emerge che purtroppo non esiste un luogo nel quale gli appassionati di longboard possano ritrovarsi abitualmente e che, al tempo stesso, non esistono luoghi interamente dedicati alla rivendita di questo mezzo nei quali chi pratica questo sport possa recarsi per l'acquisto delle tavole e dei pezzi di ricambio.

 

Per rispondere a questa esigenza, i ragazzi promotori del progetto, hanno pensato ad una soluzione, ossia “Flex Board”, un negozio fisico ed un E-commerce per la rivendita di longboard artigianali di facile utilizzo e con prezzi accessibili a tutti. La scelta di creare un negozio sia fisico che on-line viene spiegata dai seguenti motivi:

  1. la possibilità di acquistare pezzi di ricambio e la possibilità di personalizzare il proprio longboard sul sito online;

  2. per quanto riguarda il negozio fisico, la possibilità di testare con mano la qualità del legno usato per le “tavole”ed avere una officina per la manutenzione ordinaria.

 

L'iniziativa pensata dai ragazzi prevede anche l'idea di creare un ipotetico sito per l'E-ccomerce delle tavole. Nella presentazione, infatti, è possibile notare come siano presenti frasi motivazionali e degli slogan volti ad incentivare l'acquirente a secegliere Flexboard piuttosto che altri rivenditori; qui di seguito si riportano alcune frasi presenti: “resistemte e flessibile”, “leggero”, “lavoriamo solo il miglior faggio norvegese”.

 

 


Oppure è facile notare come sul sito siano presenti comparative tra un logboard ed una tradizionale tavola da skateboard e alcuni motivi per il quale sia preferibile scegliere un longboard rispetto ad uno di tipologia tradizioanle, spiegati attraverso l'esempio di una maggiore velocità ottenibile con il longboard, motivata nel seguente modo: Utilizziamo prodotti di prima qualità come il legno . . .

. . . Ma in questo caso si tratta delle INNOVATIVE RUOTE IN FIBRA DI NYLON RICICLATO che danno una tenuta alla strada più sicura.”.

 

 

     

 

 

Lo studio, infine, si è concentrato su ipotizzare i possibili target di pubblico dei longboard realizzati dalla Flexboard, riportati come segue:

- target di età: ragazzi e ragazze dai 13 ai 25 anni
- appassionati di longboard, appassionati di sport estremi, collezionisti e professionisti del settore.

 

Per ultimo si sono anche ipotizzati i clienti business in base ai prodotti tratatti abitualmente e presenti nei negozi fisici:
1) 100one;

2) Sportler;

3) Scout;

4) Altri negozi sportivi interessati alla tipologia di longboard che la Flex Board offre

 

 

    

 

 

 

 

 

 

 

2) I progetti del Centro Moda Canossa

 

 

- JAAC

 

 

 

 

Le ragazze che hanno lavorato a questo progetto hanno pensato di creare un sito on-line per presentare “Jaac” un brand che si occupa di vestiti e moda giovanile, oltre che alla progettazione di un profilo instagram per il marketing e la pubblicizzazione dei suoi prodotti.
Dalla presentazione si può notare che l'idea alla base del sito on-line è quella di dare un'immagine curata nell'impaginazione, denotabili grazie alla presenza di strumenti e sistemi che possano richiamare in modo chiaro e comprensibile il focus del brand, ossia un marchio di moda “street - urban” destinato a giovani ragazze.

 

 

     

 

 

La home page del sito, infatti, presenta 3 immagini di alcune ragazze che indossano i capi del marchio; strategia utilizzata per mostrare dettagliatamente ciò che il brand tratta.
È  possibile notare come all'interno del sito sia presente anche uno slogan che rafforza l'idea alla base del marchio:Just for who wants to live the street style”.
Nella home page è possibile trovare anche il menù che prevede la sezione “shop” per acquistare i capi creati da Jaac.

 

 

 

  

 

 

Per il profilo Instagram, invece, sono stati creati dei rendering di presentazione del profilo dove è possibile notare la presenza di foto con giovani modelle che indossano i capi in contesti prettamente urban, in città, lungo le strade, oppure di modelle che indossano i capi all'interno di musei di arte e design, il tutto per andare a rinforzare la natura del brand: moda e arte.

 

In ultimo le ragazze hanno pensato di studiare una disposizione per un possibile negozio fisico del brand attraverso una planimetria dove si può notare l'attenzione agli spazi e alla disposizione della merce e dei capi: i jeans tutti assieme, i vestiti in saldo nella parte vicino alle casse così come gli accessori ecc..

 

 

 

 

 

- UNIQUE MAKER

 

 

 

 

 

Le ragazze che si sono dedicate a questo progetto hanno presentato il loro brand “Unique maker” come un marchio di moda pensato sulla personalizzazione e riutilizzo dei capi che non piacciono più o che vorrebbero essere trasformati in qualcosa di più alla moda e “cool”.

 

    

 

 

L'idea del marchio deriva da un problema, l'utilizzo intensivo di lana, cotone e materiale sintetico per la realizzazione di nuovi capi che non è sostenibile per l'ambiente e ha un impatto negativo su di esso. Unique maker è pensato allora come un marchio di moda che riutilizzando vestiti dismessi, li trasforma in capi altamente alla moda come ad esempio dei vecchi jeans che vengono trasformati in una gonna, oppure un semplice trench femminile che viene trasformato in un caposalla con l'aggiunta di tocchi di classe che lo rendono più gradevole da vedere e da indossare. Nella presentazione è anche possibile vedere le fasi di trasformazione dei capi con le spiegazioni e i metodi di lavoro utilizzati per la realizzazione.

 

    

 

Nello studio si specifica inoltre che il target di età è molto variegato e proprio per la caratteristica della personalizzazione dei capi- che le clienti scelgono - questo può essere rivolto a ragazze dai 15 anni fino a signore di 60.

 

   

 

 

La spiegazione del brand si basa attraverso una presentazione del sito internet dove si trovano immagini dei capi, la mission del brand e le immagini della trasformazione dei capi fase per fase oltre ad alcune indicazioni sulla corretta presa delle misure corporee.

 

 

 

 

Come ultima fase si è pensato di concentrarsi nel dare alcune indicazioni del perchè “Unique Maker” sia un brand di eccellenza; di seguito le motivazioni:

“ i capi sono progettati dal cliente, noi li realizziamo”, a dimostrazione del fatto che i capi realizzati sono unici nel loro genere così come il nome del marchio riprende, ed è ciò su cui chi ha pensato a questa iniziativa vuole contrarsi, unicità come sinonimo di moda e qualità.

 

 

 

 

 

Elaborazione a cura di Simone Sconosciuto, giovane in Servizio Civile presso l'Ufficio Politiche Giovanili del Comune di Trento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Partner

Ufficio Politiche Giovanili del Comune di Trento, Impact Hub del trentino, Cfp-Upt Trentino, Centro Moda Canossa Trento

Progetti

PROGETTI DI RETE DELLE SCUOLE SECONDARIE - A.S. 2018/2019

Info
TRENTO GIOVANI
Servizio Cultura, Turismo e Politiche giovanili - Comune di Trento
Via Rodolfo Belenzani, 13 - 38122 Trento
0461 884240
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Codice fiscale e partita IVA 00355870221

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