A SUON DI PAROLE”, LA MIA ESPERIENZA

 

Il dibattito accompagna la vita di noi ragazzi ogni giorno inconsciamente, dalle liti con i genitori alla scelta del locale per festeggiare il sabato sera. “A suon di parole” è una competizione fra classi nata apposta per far dibattere gli adolescenti in modo consapevole e al fine di sviluppare le capacità argomentative che, con l'introduzione dei mezzi di comunicazione di massa, sta pian pianino svanendo.

 

  

 

 

Due settimane prima della sfida viene scelta una tematica, a sfondo sociale, civico o culturale. La gara è divisa in due fasi: argomentazione e controargomentazione. Nella prima fase tre argomentatori hanno massimo tre minuti di tempo ognuno per esporre le proprie tesi formulate con la classe. Tra le due fasi c'è una pausa di venti minuti dove si ha il tempo di formulare tre controargomentazioni, esposte poi da tre controargomentatori con un massimo di tre minuti.

 

Il giorno 12 marzo 2019 si è svolta, presso la sala del Consiglio Comunale di Trento, una gara tra la mia classe del Liceo Linguistico Sophie M. Scholl e una quarta del Liceo Scientifico Galileo Galilei. I due temi da difendere erano “la risposta più efficace al problema del cambiamento climatico passa per le azioni dello Stato” e “la risposta più efficace al problema del cambiamento climatico passa per le azioni degli individui”. Tematica scelta essendo, la problematica del cambiamento climatico, molto diffusa in questo periodo grazie alla marcia globale di venerdì 15 marzo ideata da Greta Thunberg, un'attivista svedese di 16 anni che è riuscita a lasciare un'impronta specialmente sui giovani.

 

                                                                                     

 

Nonostante la nostra sconfitta, ne siamo usciti vittoriosi, perché le persone che sono uscite fuori da quella sala del Comune non sono più le stesse di quelle che due settimane prima stavano commentando il tema assegnato. Noi, 3A del Liceo Linguistico Sophie M. Scholl, siamo grati di questa esperienza che ci ha fatto lavorare in team, dove per la prima volta ci siamo visti sotto una luce diversa; ci ha fatto discutere, ma è sempre finita con una risata o con un abbraccio; ci ha fatto uscire dalla nostra zona di comfort, facendoci parlare in pubblico con un microfono; ci ha fatto rimanere svegli fino a tardi; ci ha uniti; ci ha fatto crescere. Sono due anni che partecipiamo e ogni volta ne usciamo sempre più forti e con qualcosa di nuovo. Ci è stato d'aiuto per una crescita personale e collettiva, ma sopratutto ci ha fatto capire l'importanza della comunicazione, infatti come dice George Bernard Shaw Col tono giusto si può dire tutto, col tono sbagliato nulla: l’unica difficoltà consiste nel trovare il tono”.

 

 

Partner

ufficio Politiche Giovanili del Comune di Trento, Facoltà di Giurisprudenza Università degli Studi di Trento, IPRASE

Progetti

A SUON DI PAROLE

Info
TRENTO GIOVANI
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Via Rodolfo Belenzani, 13 - 38122 Trento
0461 884240
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