Per chi inizia l'ultimo anno, per chi mette per la prima volta piede in una scuola superiore, o anche per tutti gli altri: ecco i consigli di chi ci è già passato.

Se pensate che l'esame di Stato sarà il peggior incubo della vostra breve carriera scolastica, vi sbagliate. Se credete che non ci sia nulla di così spaventoso e crudele, siete ancora nel torto. La maturità è, da sempre, la bestia che divide gli studenti dalla libertà e dalla fine di lunghe sofferenze. Lo so perchè ci sono appena passato anch'io e credetemi, anche se difficile, è stata un'esperienza fantastica.

Il mio ultimo anno di superiori è iniziato in un'atmosfera di ansia generale: non si sapeva a cosa saremmo andati incontro e i nostri professori facevano tutto tranne che tranquillizzarci. Gli aneddoti che girano per le scuole a volte terrorizzano, si trasformano in qualcosa di molto simile alle leggende metropolitane: con il tempo, per fortuna, l'immaginazione lascia spazio alla verità. Accade che simili storie confortino perchè spesso i protagonisti sono studenti molto più in difficoltà di noi che, in un modo o nell'altro, sono riusciti ad ottenere il diploma. Ma se ne sentono anche di differenti, spesso infondate. Tutto ciò contribuisce a creare attorno alla maturità un'atmosfera tenebrosa.

In realtà posso dirvi che, se siete sempre impegnati e avete svolto il vostro "lavoro" dignitosamente (particolare da non dimenticare!), gli esami vi faranno scoprire la poesia che si nasconde nelle aule della scuola. I mesi voleranno, quindi non rimandate mai ciò che potete fare subito (impensabile per un maturando dedicarsi solo al secondo quadrimestre) e cercate di mantenere il passo. Sarà faticoso lo so, e spesso penserete che non ne valga la pena perchè state lavorando per ottenere un futile numero che pretende di racchiudere in sé cinque lunghissimi anni della vostra vita.

Non si tratta però solo di questo: la maturità è un'esperienza di vita, è un momento che alla fine vi mancherà. In questi ultimi nove mesi di scuola vi sembrerà di non farcela, il lavoro sarà tanto e il tempo decisamente poco, ma purtroppo il treno non si ferma ad aspettare nessuno. Una volta partiti sarà una tirata unica fino alla fine, in un solo fiato. Giunti all'ultimo atto però, capirete per cosa avete lavorato così duramente: le mura della vostra scuola avranno un aspetto diverso, i banchi sui quali avete sudato tutti questi anni vi parranno incredibilmente familiari e li tratterete come se fossero casa vostra, si creerà con i vostri compagni un rapporto di fratellanza e vi sembrerà di conoscervi da sempre. Persino i professori inizieranno a sembrarvi più amichevoli perchè saranno li ad aiutarvi e a "proteggervi" dalle trappole di chi invece non vi conosce.

Della mia maturità ricordo un momento in particolare, che mi è rimasto impresso per la sua inattesa intensità. Ero seduto al mio banco, nel corridoio, e attendevo che venissero consegnate le tracce della prima prova. Il cuore batteva a mille e nella testa frullavano un sacco di pensieri diversi, dai più pessimisti a quelli che già mi ritraevano al mare a prendere il sole. In quel momento ho capito che la maturità andava vissuta in un modo diverso da come l'avevo affrontata fino a quel momento. Che dovevo accettare la sfida in modo positivo, senza ansie eccessive o paure infondate. Di prove e interrogazioni ne abbiamo fatte a centinaia e, diciamocela tutta, non possiamo farci spaventare da qualche domanda in più.

Insomma, avevo capito che non ero sull'orlo del precipizio, stavo semplicemente prendendo il volo. Gli esami di Stato non devo mozzarci le ali, devono insegnarci a volare.

 

di Loris Genetin, 19 anni, ex studente ITT Buonarroti, diplomato con 100/100

Tratto da Zai.net settembre 2016

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