silentA chi fosse capitato di passeggiare per le vie di Trento la sera del 24 settembre e fosse capitato per caso in Piazza Pasi si sarebbe trovato di fronte una scena inspiegabile e a tratti grottesca: centinaia di persone che si dimenano di fronte ad un palco da cui non proviene nessun suono. Il nostro protagonisita dovrebbe essere come minimo un turista, un non-giovane oppure qualcuno a cui la connessione internet fosse saltata per qualche giorno; quasi tutti infatti sapevano che quel giovedì sera si teneva il "Silent Party", la festa che, un po' provocatoriamente e un po' no, prometteva di far ballare i giovani trentini fino alle 2 del mattino, con tre dj set di generi differenti in contemporanea. Il tutto nel rispetto del riposo dei residenti del centro grazie alle cuffie che venivano date in dotazione (per cuffia più consumazione bisognava scucire 10 euro). Fin dalla pubblicazione della notizia su facebook le opinioni si sono divise e la previsione del flop era sempre in agguato; c'è chi non è attratto da questa forma solipsistica di fruizione musicale: "Il ballo è condivisione, contatto, comunicazione...ballare con delle cuffie sulle orecchie mi sembra una cosa triste" commentava un utente facebook sulla pagina dedicata all'evento. La formula in realtà non è nuova, nemmeno per Trento dove un evento simile c'era già stato quache anno fa, e gli organizzatori erano ottimisti sulla riuscita della serata. L'idea è nata da un gruppo di studenti universitari, tra cui Emiliano Marignoni, ed è stata subito supportata dai gestori del Bar Pasi e Tridente insieme silent2all'apporto tecnico e artistico della Everness. "L'idea era quella di creare un evento dedicato agli universitari e alla popolazione che vuole divertirsi eppure rispettare i limiti imposti dall'amministrazione comunale - ci ha raccontato Emiliano -, questa forumula ci è sembrata ideale, la reazione sui social è stata buona, si tratta di un esperiemento per conciliare le esigenze dei residenti e dei giovani". Nessuna vena polemica dunque, eppure il paradosso di dover far festa "in silenzio" è evidente e lo è stato ancora di più la sera di giovedì quando nel momeno clou della serata circa 500 persone stavano ballando in Piazza Pasi. Gli umori della folla erano variabili: da una parte c'era chi si stava godendo a pieno la serata, mani al cielo, balli scatenati, cubiste, come una vera discoteca ma con gli stessi decibel di un aperitivo più affollato del solito. Con le lamentele, questa volta però da parte di alcuni giovani: dal prezzo delle cuffie troppo alto, "siamo in cinque e per risparmiare abbiamo acquistato solo una cuffia, ce la passiamo e facciamo a turno per ballare ma non è la stessa cosa" come racconta una ragazza, all'impossibilità di acquistare le cuffie a festa già iniziata. Quel che è certo è l'entusiasmo e la presenza di tante persone in centro città fino alle 2 di notte di un giovedì qualsiasi: tra curiosi e ballerini durante tutta la serata sono passati per Piazza Pasi quasi un migliaio di persone. Un dato che, dalla giunta agli esercenti passando per i residenti, non può (più) essere ignorato.

Maddalena Vialli

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