Cominciò tutto un po’ così, per caso, una scelta un po’ avventata. Una lettera, un colloquio e una possibilità. La possibilità di cambiare, di cambiare tutto.

Fu così che iniziò il mio viaggio. Sapete, Rondine non è così facile da descrivere. Alcuni la vedono come un piccolo borgo medioevale vicino ad Arezzo, per altri è un'associazione dedita al dialogo sul conflitto ed allo scambio interculturale, per altri ancora è una seconda casa ed un'esperienza di vita.

Quelli che l'hanno vissuta vi diranno che è tutto questo e molto altro. All'inizio non sapevo neanche io cosa fosse esattamente, lo ammetto, ma a mia discolpa posso affermare che solo chi l'ha vista davvero può comprenderla veramente. L'associazione Rondine cittadella della pace da diciannove anni accoglie ragazzi da paesi di conflitto come Israele, Palestina, Georgia, Abcasia, Cecenia, Russia, Serbia,Bosnia, Azerbaijan, ed altri ancora e li fa vivere insieme. Sì, sotto lo stesso tetto. I ragazzi dello studentato internazionale incontrano i loro "nemici" e provano a comprenderli. Inutile è dire quanto questo sia difficile ed incredibile allo stesso tempo.

Ed io? Io in tutto questo cosa c'entro? Mica vengo da un paese in conflitto. Beh l'anno scorso l'associazione ha avviato un nuovo progetto: il quarto anno Rondine.

Ventisette ragazzi liceali di tutta Italia sono stati scelti ed hanno partecipato. Io ero uno di loro. Abbiamo frequentato la scuola a Rondine, svolgendo il programma ministeriale di mattina ed un percorso extracurricolare il pomeriggio: il percorso Ulisse. Un percorso diviso in moduli che aveva come obiettivo la conoscenza di sé stessi e del mondo. La conoscenza della vita, dal mio punto di vista. Non c'era divisione tra vita e scuola, tra conoscenza e comprensione, tra pensiero ed azione.

Io e i miei compagni siamo cresciuti insieme rendendoci conto che al di là dei limiti che crediamo di conoscere c'è un mondo tutto da scoprire e tutto da cambiare, un mondo di cui facciamo parte anche noi e in cui sicuramente non saremo passivi, un mondo che è tutto da vivere.

Il percorso comprende anche viaggi formativi inerenti a temi collegati al percorso pomeridiano, abbiamo visitato nel mese di novembre le istituzioni europee a Bruxelles, siamo stati in Sicilia per un percorso sulle mafie e in Friuli per visitare i luoghi della prima guerra mondiale, oltre che a Barbiana, il luogo di don Milani e a Capannori, il comune con la raccolta differenziata più alta in Italia. Ogni gita aveva un obiettivo preciso: farci riflettere.

Un tipo di scuola diversa, nuova, che fa crescere e che aiuta nella ricerca di se stessi. Dopotutto non è questo che la scuola dovrebbe aiutare a fare? A scegliere quella giusta via da percorrere, anzi a crearla. Perché in fondo l'errore è non ritenere la scuola come vita e la vita come scuola.

 

Daniele Tappa 5A - Liceo Leonardo Da Vinci, Trento

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