socialstreet

Tutto è iniziato a Bologna, con precisione in via Fondazza, nel 2013. Nacque qui infatti la prima Social Street italiana; l'obiettivo del Social Street è quello di socializzare con i vicini della propria strada di residenza al fine di instaurare un legame, condividere necessità, scambiarsi professionalità, conoscenze, portare avanti progetti collettivi di interesse comune e trarre quindi tutti i benefici derivanti da una maggiore interazione sociale. Per raggiungere questo obiettivo a costi zero, ovvero senza aprire nuovi siti, o piattaforme, Social Street utilizza la creazione dei gruppi chiusi di Facebook. E così hanno fatto nell'ottobre 2014 quattro ragazzi tra i 20 e 30 anni residenti in via San Pio X, la lunga arteria che va da via Vittorio Veneto fino alle arcate della ferrovia nel quartiere omonimo in zona est di Trento. I dintorni di San Pio X, dalle scuole Bronzetti fino al Muse e da via Muredei a via Fabio Filzi, contano all'incirca 3400 abitanti, di questi ben 442 fanno parte del gruppo chiuso "Residenti in via San Pio X e dintorni" su Facebook. Ovviamente il gruppo è chiuso solo nel nome, nella realtà chiunque può chiedere di farne parte e soprattutto metterci del proprio per organizzare eventi, proporre idee, modifiche, miglioramenti del luogo in cui vive. Ad oggi il gruppo ha portato a termine diverse iniziative, quella di cui vanno più orgogliosi è sicuramente la cassetta in legno dedicata al book crossing che oggi si trova lungo il marciapiede di San Pio X. La cassetta è stata cassetta2concepita interamente dai ragazzi l'hanno progettata, realizzata armati di sega, martello e colori, e infine collocata vicino ad una panchina dove chiunque può lasciare e prendere libri. Ognuno sul gruppo di Facebook proporre ed organizzare automamente delle inizative: dal giornalino di quartiere all'aperitivo di carnevale, dalla festa di primavera al mercatino di comunità. A Natale l'intera via si illuminata di luci e colori, sono stati creati dei banchetti dove ognuno metteva a disposizione dei regali, qualcuno ha preparato degli stuzzichini e tutti si sono divertiti e hanno condiviso i propri auguri natalizi con i propri vicini di strada. Il nucleo portante è fromato da 4-5 ragazzi e ragazze in età universitaria ma in meno di due anni il social street è riuscito a coinvolgere persone di ogni età, dalle mamme con bambini, ai commerciani, agli studenti fuori sede ma anche le associazioni e le cooperative che operano in quel territorio (e i ragazzi di san Pio ne hanno contate ben 15 solo nel quartiere). San Pio X infatti è un quartiere molto popoloso, pieno di servizi e multietinco, il luogo ideale dove sperimentare una delle forme più semplici ed efficaci della cosidettà "sharing economy"; un modo di stare insieme, avere dei vantaggi, mettere in comune le proprie esperienze e mezzi, facendo crescere la propria comunità e ricevendo sempre qualcosa in cambio, sottofroma di esperienze, tempo e magari qualche dolcetto fatto in casa. Il prossimo appuntamento dei residenti di San Pio X è il 15 febbraio presso la sala circoscrizionale di via Giusti, qui i residenti del quartiere sono invitati a mettersi in gioco ascoltando i ragazzi che racconteranno cosa è stato fatto ma anche cosa si farà. Inoltre verrà presenteremo il progetto "Ri-generazioni Partecipate" che coinvolgerà le scuole del quartiere (le elementari Savio e Degaspari e le medie Bronzetti) dove i ragazzi andaranno nelle classi a parlare di educazione civica, partecipazione e mappatura del quartiere.

Sul sito internet Social Street Italia è presente una serie di linee guida per chiunque voglia creare una social street nel luogo in cui vive. I consigli sono ovviamente generci, lo spirito delle social street è proprio quello della spontaneità, autonomia e legame con il territorio, l'importante è mantenere alcuni parametri fissi per consentire alle altre social street della propria città o di altre vicine di conoscersi e poter costurire una rete.

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Maddalena Vialli

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