250 artisti, 25 paesi, 1 obiettivo: Mila. Let's make a difference.


Da Trento a Los Angeles: un'eccellenza trentina, una storia da raccontare, un progetto.


Un'eccellenza


È la storia di Cinzia Angelini, che da quasi vent'anni ha deciso di trasferirsi oltreoceano per inseguire il sogno di esprimersi come artista dell'animazione. Ad oggi considerata tra i professionisti italiani più affermati in questo settore, è arrivata a collaborare con alcuni colossi come Dreamworks, Sony Imageworks, Warner Brothers e Disney Animation, realizzando successi quali Spider-man 2 (Oscar per i migliori effetti visivi nel 2004), Balto, Open Season, Il Principe d'Egitto, Eldorado, Spirit, Kung fu Panda, Minions. Il suo ruolo all'interno di questo «meraviglioso mondo dell’animazione» è sia quello di animator (2D e 3D) che di story artist, artista del racconto. «Un’artista che lavora a stretto contatto con il regista per delineare la storia di un lungometraggio attraverso lo storyboard, sequenza di immagini che appunto raccontano la storia», racconta Cinzia in un'intervista.

Una storia da raccontare

Nonostante il percorso d'eccellenza e le grosse collaborazioni, Cinzia ha deciso nel 2007 di intraprendere un progetto indipendente che riguarda Trento da vicino, pur mantenendo un respiro internazionale: Mila.
Di che progetto si tratta?
Della storia di una bambina, a Trento, nel 1943.
Lo descrive così la director: «un cortometraggio d’animazione 3D, mio progetto personale ispirato da racconti di guerra e ambientato a Trento, in particolare tra Piazza Duomo e Piedicastello, durante i terribili bombardamenti del 1943».
Sono le storie che Cinzia ha ascoltato durante l'infanzia ad averla stimolata nella realizzazione di questo progetto. La bambina protagonista del corto animato, Mila, nasce infatti dall'esperienza diretta della mamma dell'autrice a Trento, durante il secondo conflitto internazionale. Ma Mila è soprattutto un simbolo: di tante storie e di tanti bambini che ancora oggi, nel mondo, sono derubati della propria infanzia. «Lo scopo del progetto, che affronta un tema forte come quello della guerra visto attraverso gli occhi di Mila, la piccola protagonista, è quello di sensibilizzare le nuove generazioni su questo grave problema che si sta ripetendo in così numerose parti del mondo».

Un progetto

Questo dunque l'ambizioso progetto di Cinzia Angelini: raccontare la guerra attraverso «la sofferenza raramente menzionata dei civili e in particolare dei bambini», e farlo attraverso gli occhi di una bambina. Sfatare forse così anche un mito: «sono convinta che l'animazione possa affrontare qualsiasi tema, anche quello della guerra».

Questa storia è iniziata ormai da diversi anni, dovrebbe essere all'ultimo anno di realizzazione. Ma – la domanda sorge spontanea – come è stato possibile tutto questo? Grazie a una strada che incrocia il volontariato, il world wide effort e il crowdfunding, con Kickstarter e Indiegogo. Il progetto (prodotto da Ibiscusmedia in associazione con Pixel Cartoon, supportato da Trentino Film Commission e da Fondazione Cassa Rurale di Trento) è infatti no profit e vede la collaborazione di 250 artisti professionisti, provenienti da più di 25 paesi differenti. Hanno deciso di collaborare – grazie a una piattaforma virtuale che consente l'abbattimento delle distanze e la continuità lavorativa – per raggiungere questo unico ambizioso obbiettivo: fare la differenza, trasmettendo attraverso l'animazione un messaggio molto importante, che purtroppo scontato non è. I bambini sono vittime innocenti dei danni collaterali della guerra: «non importa dove e quando, non importano le dinamiche e le ragioni. La guerra è devastante per i bambini e sta agli adulti proteggerli».


Ora, è inutile nasconderlo, ci tradiremmo da soli fingendo disinteresse. Sapere che una trentina ha raggiunto questi livelli e sta realizzando, con molti altri, un progetto così interessante è sicuramente di grande stimolo. Pensare che Piazza Duomo apparirà in vari Festival Internazionali dell'animazione ci emoziona forse ancora di più. Tuttavia, è essenziale capire che la motivazione e il fine di questo progetto hanno uno sguardo che si spinge ben oltre il nostro amato Nettuno. Questo non può che essere un aspetto positivo, soprattutto in un momento storico in cui superare le barriere, mentali e geografiche, si mostra così cruciale (#OltreleMura). In attesa allora di vedere il prodotto finito, allontaniamo la lente, ampliamo l'orizzonte e vediamo cosa Mila può insegnarci fin d'ora.

 

Elena Zucal

Info:

QUI il sito internet del progetto.

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