La voce e le note di Maria Minotto, il nome dietro il progetto "L'Attesa di Persefone", spaziano dal jazz al trip hop, c'è qualcosa di Bjork nell'eco di campanelli, effetti vocali e percusioni inusuali, mentre il pianoforte e l'uguola leggera di Maria trasportano nelle atmosfere nordiche di Tori Amos. Tutto già sentito? No, come tanti lavori musicali underground anche quello di Maria ricorda tutto e il contrario di tutto, un presupposto interessante se si pensa ad artiste come Grimes, la canadese coetanea di Maria, che in pochi anni ha ribaltato la visione della musica elettronica al femminile rubacchiando di tutto: dalla musica tradizonale indiana fino alla techno.
Ma Maria e la sua "attesa" sono lontanissime dalle sonorità potenti e chiassose dei festival; volutamente sceglie una mariaformazione scarna: lei, un pianoforte e poco altro occupano lo spazio di un palco minimale durante le sue performace. Ascoltando i brani registrati in studio si coglie nella leggerezza e nella semplicità sfumature sempre più interessanti: è sempre il pianoforte a farla da padrone, uno strumento che Maria scopre relativamente tardi quando nel 2013 frequenta un Master in Popular Music Performance a Londra, ma le incursioni strumentali sono continue, voci sovrapposte, linee melodiche sospese e dai cambi repentini, un'amalgama di suoni che pur sfuggendo alle definizioni lasciano traparire un'inclinazone pop che potrebbero portare "L'attesa di Persefone" ben oltre i confini nazionali.

Dopo le scuole frequentate a Trento Maria Minotti studia al DAMS di Bologna e prosegue la sua formazione dapprima al CET di Mogol e in seguito alla Berklee Summer School (Umbria Jazz 2013). Nel 2013 durante il periodo inglese si cimenta per la prima volta al pianoforte che le apre le porte di sonorità inesplorate e nuove prospettive compositive: "un pop venato di soul e granellini di inquietudine" come lei stessa ama definire la sua musica.Nei suoi brani si riflettono momenti di vita personale, ma anche tematiche scomode come la tragicità del manicomio (Magic Cures (Poison)) o visioni sognanti come la storia di una perla derubata all’oceano (Steal The Ocean (Story Of A Pearl)). Dunque una composizione fatta di contrasti, di chiaroscuri. Da qui il nome “L’Attesa Di Persefone”, come spiega lei stessa, che rimanda al mito dell’alternarsi delle stagioni: una sintesi di opposti, di buio e luce, di sole e tormento.

Ad aprile 2015 è uscito il suo primo videoclip (Endless Time), mentre è atteso entro la fine dell'anno il primo EP. Nel frattempo la cantautrice è impegnata in alcuni concerti a Trento, tra cui il 13 febbraio alla Bookique dove accompagna il concerto di Maddalena (cantautrice bolognese), in una serata dal titolo "La musique est femme". E non poteva chiamrsi altrimenti

 

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