foto3Alla palestra dell'oratorio S.Antonio quel pomeriggio le porte erano aperte a chi come me aveva la curiosità di dare una sbirciata oltre il sipario di Bolla di Sapone, prima Scuola di Piccolo Circo di Trento.
Tanti piedini scalzi, tanto viola - come le magliette della scuola - fili tesi, corde, trapezi, diabli, bolas, tessuti appesi al soffitto e bambini appesi ai tessuti, un gran bel chiasso e una disciplinata confusione. Questa la fotografia di un pomeriggio tipo alla Bolla, accompagnata dall'immediata sensazione di grande vivacità ed entusiasmo: una fabbrica di allegria, la definirei. Ma è quando, due ore più tardi, bambini e genitori abbandonano la palestra che i ragazzi della scuola, un po' allievi e un po' maestri, fra un'acrobazia e l'altra mi raccontano cos'è per loro il circo. Per Paolo, per esempio, tutto è iniziato ben sette anni fa quando ha conosciuto Tommaso - direttore tecnico e artistico - e la scuola era appena agli esordi. Ricorda di aver assistito allo spettacolo di presentazione e di aver pensato"perché no?". Quello stesso perché no lo ha portato a scoprire una grande passione per la giocoleria e per l'equilibrismo. Da tre anni insegna ai più piccoli, che possono iniziare già dalla terza asilo con la propedeutica al circo, imparando non tanto a fare equillibrismo, quanto a capire cosa siano l'equilibrio e la coordinazione. Enrica ha 16 anni ed ha iniziato un po' per gioco quando era in quinta elementare; ora si è specializzata in acrobatica aerea e da quest'anno anche lei inizia ad insegnare ai bambini delle elementari. La cosa bella del circo, mi spiega, è che non c'è competizione. Non è uno sport agonistico, ma qualcosa che fai perché ti piace. Disciplina sportiva e allanemento, sì, ma in un ambiente di amicizia e collaborazione, dove ognuno fa ciò che si sente e dove lo scopo non è vincere la partita della domenica ma se mai quella contro i propri limiti. Un altro aspetto interessante è il fatto che non si tratta di una disciplina "discriminante", perché tutti vi si possono avvicinare indipendentemente dalle doti fisiche. Linda ha iniziato un po' più tardi, in quarta liceo, ma la sua esperienza insegna che per il circo la parola tardi è da dimenticare. Ora frequenta la scuola da 3 anni, fa acrobatica aerea e acrobatica al suolo; da quest'anno insegnerà ai ragazzi delle scuole medie, affrontando così anche un nuovo percorso di crescita personale. Anche Stefano fa acrobatica aerea, ma il suo attrezzo principale è la corda, con cui è stato amore a prima vista da quando la scuola ha aperto, nel 2009; in verità prima ha potuto sperimentare tutte le discipline, per poi capire cosa più gli piaceva.
In questi sette anni, mi raccontano i "veterani", è cambiato un po' tutto. Da un gruppo di ragazzini autodidatti ad una scuola completa, che offre a piccoli e adulti diversi corsi nelle principali discipline circensi e con essi l'opportunità di riscoprirsi artisti e di crescere a livello personale. foto5Oggi Bolla di Sapone si è presa il giusto spazio che merita, aprendo anche la Kripta du Cirque, allestita interamente dallo staff della scuola, e facendosi sempre più polo artistico e culturale, orientato ad un'idea di circo contemporaneo e sociale che dà sempre maggiore importanza anche alle capacità espressive, attraverso workshop e laboratori teatrali. Quindi, mi domando, questo Piccolo Circo in fondo cos'è? Più sport o più arte? Un bell'insieme di entrambe le cose, sembra essere la risposta. E' arte, intesa come arte da fare, oltre che da vedere. E' forza fisica e forza mentale. E' pazienza e coordinazione, tanto quanto creatività e improvvisazione. Equilibrio e concentrazione ma anche svago e divertimento. E' scoperta di sè stessi ma anche socialità e collaborazione. Il circo è un mondo, un po' fantastico e un po' reale, che permette a bambini, giovani e meno giovani di viaggiare verso mete misteriose, dove i piedi - per terra - non ci vogliono stare e i nasi - di chi guarda - sono sempre rivolti all'in sù. E poi sembra esserci tutta una filosofia dietro a un semplice aggettivo: PICCOLO. "Piccolo", non per dimensioni o per l'età di chi vi prende parte, ma perché si differenzia dall'idea del circo tradizionale, fatto di gerarchie, di appartenenze dinastiche, di bestie in gabbia e di ammaestratori. No, qui se mai gli animali faranno da spettatori, perché i leoni (anche un po'scimmie!) sono loro, i ragazzi, che si trasmettono la passione l'uno con l'altro a lanci di palline e passaggi di clave, dando vita ad uno spettacolo creato da, per e con loro. Ognuno con esperienze di vita diverse e con sogni diversi, ma un obiettivo in comune: quello di meravigliarsi e meravigliare.

 
Annalia Zambotto

                                                           

Info:

Sito intenet: www.bolladisaponetrento.it

Facebook: Bolla di Sapone - Scuola di Circo

TagCloud   arte     bandi     concerti     condivisione     creatività     cultura     divertimento     giovani     informazione     mondo     musica     opportunità     rete     sensibilizzazione     superiori