Una puntata di "sepolti in casa"? Tutt'altro. E' il laboratorio di Giada Gaia Cicala, giovane artigiana che lavora al Social Store di Trento da luglio 2015 con la sua linea di abbigliamento Ecologina. Qui produce, espone e vende le sue creazioni, realizzate utilizzando materiali nuovi ma scartati dalle aziende tessili perché di piccolo metraggio, rimanenze o prove colore. Sono quindi scarti pre-consumatore con cui Giada cuce i suoi modelli in varie tipologie di tessuti.
La troviamo nel suo laboratorio, in un pomeriggio di marzo, presa dalla creazione degli abiti per la primavera/estate. Poco a poco ci lascia entrare nel suo mondo, raccontandoci la storia che l’ha portata fino a qui, con una luce negli occhi tipica di chi fa qualcosa che lo rende felice, che lo appassiona.
La strada è stata lunga e non sempre spianata. Partita da Milano con la scuola professionale di moda, Giada ha in seguito vissuto a lungo nelle Marche, ad Urbino, dove si è laureata in Design e Moda. E’ poi volata a Londra per uno stage di 4 mesi da From Somewhere, un’azienda che si occupa di upcycle, ovvero di recupero dei materiali, un po’ diverso dal recycle poiché prevede l’utilizzo di tessuti pre-consumatore, nuovi e di qualità ma che verrebbero buttati per le piccole dimensioni. Questa esperienza si è rivelata di grande importanza per la nascita di Ecologina, permettendo a Giada di riscoprire gli aspetti positivi della moda: una moda che può essere eco-sostenibile, una moda lontana dall’industria dello spreco, dell’usa e getta. E’ così che 5 anni fa nasce Ecologina, in modo graduale, dalla creazione di gilet a partire da campionari di tessuti di arredamento. E da lì un crescendo, con il suo primo laboratorio nelle Marche, fino a vendere le proprie creazioni alle fiere, in diversi negozi di Milano, del nord e centro Italia e all’estero, a Berlino, con una produzione sempre più ampia. Una grande soddisfazione sì, ma in parte a discapito della dimensione più artigianale e creativa del suo lavoro.
Spinta dall’esigenza di un cambiamento e dall’amore - non solo per il suo lavoro ma anche per il compagno -  Giada arriva a Rovereto, dove vive con Daniele, conosciuto ad Urbino ma trentino doc, due cani e un gatto. Qui, per un anno, entra a far parte del Progetto Manifatture, un contenitore dedicato alle aziende green, alle start-up o a chi abbia un’idea innovativa da sviluppare. Potendo contare su uno spazio in cui lavorare, sulla formazione serale e sulla consulenza di esperti riguardo il “fare impresa”, acquisisce così le competenze imprenditoriali indispensabili per supportare creatività e passione.
Alla fine di questo percorso, nel giugno 2015, alla domanda “e adesso che cosa farò?” risponde la chiamata del Social Store, l’opportunità che Giada stava aspettando: uno spazio in cui creare, con un laboratorio aperto al pubblico ed una vendita diretta e costante. Niente accade per caso, pensa la ragazza: la vita ti lancia dei segnali e basta avere la sensibilità per saperli riconoscere e cogliere.
Ed eccola qui, in questo coworking space dove può confrontarsi quotidianamente con Ornella, che lavora la ceramica, Stefano con un’agenzia viaggi online su misura e Leandro, fotografo e video maker. E’ stimolante il fatto di poter chiedere un consiglio, avere un confronto o anche solo fare due chiacchiere e una pausa caffè; ma molto importante è anche il riscontro che si ha dal pubblico attraverso la vendita diretta, ci spiega. Nel vederla sul vivo del lavoro le persone si emozionano e riscoprono il valore dell’artigianato, premiandolo. Giada è inoltre parte attiva nell’organizzazione del Social Store inteso non solo come negozio e luogo dedicato all’artigianato, ma anche come contenitore di eventi, dal social market alla presentazione di libri, concerti, laboratori e molto ancora: come spazio “sociale”, appunto.
Momento curiosità: Giada mi rivela che sta per partire per un viaggio in solitaria, destinazione Birmania. Un’esperienza nuova, di un mese, che le sarà sicuramente di ispirazione anche per Ecologina!
Noi non possiamo che augurarle buon viaggio - con una punta di sana invidia - aspettando di rivederla al prossimo Social Market di aprile. Forse, chissà, con qualche nuova idea portata da molto lontano.


Annalia Zambotto


Fotografia a cura di Maddalena e Teresa dell'Istituto Pavoniano Artigianelli