IL TEATRO PER RISCOPRIRE SE STESSI.


Rashid Dalponte, 28 anni, è il presidente della compagnia teatrale Le voci di Dentro. È arrivato in Italia nel 1994 ed è stato adottato da una famiglia trentina. Una delle prime cose che mi ha detto è stata quella di ritenersi davvero fortunato. Un pomeriggio mi ha raccontato come il teatro gli ha cambiato la vita.


Come hai scoperto la tua passione per il teatro?

Il mio percorso è un po’ anomalo, perché io non ho mai studiato teatro. Ho studiato grafica alla scuola del Sacro Cuore e nella mia vita ho svolto diversi lavori, dal magazziniere al commesso. Nel 2007 sono entrato per caso a far parte del progetto Ritorno al Futuro promosso dal Comune di Mezzolombardo, che aveva lo scopo di riunire e avvicinare i giovani al teatro. Ho iniziato così a fare parte della compagnia Le Voci di Dentro, nata proprio da questa collaborazione. Il primo spettacolo al quale ho partecipato è stato L’opera del mendicante con la regia di Marco Crepet: lui è stato per me una figura molto importante, perché, anche se non avevo esperienza, ha creduto in me e nelle mie potenzialità.
Dopo due anni circa ho smesso, perché volevo dedicarmi completamente allo studio. Sono rientrato a far parte della compagnia quando nel giugno 2010, venne fondata l'Associazione Culturale Le Voci di Dentro, composta da attori e collaboratori volontari.  Da allora ho fatto parte di molti spettacoli, non solo come attore. In Amore e baticor di Loredana Cont ho lavorato come tecnico luci. Con questo spettacolo siamo stati in giro per il Trentino circa un anno e mezzo. Dal 2012 sono entrato nel direttivo come consigliere e poi, dal 2014 sono diventato presidente, imparando tutto da solo.


In cosa hai riscontrato maggiori difficoltà?
Imparare un lavoro da zero non è mai facile. In questi anni ho anche cercato di riunire il gruppo dopo un periodo di crisi. Per quanto riguarda l’aspetto attoriale  devo ammettere che per me è molto difficile memorizzare la parte. Non riesco proprio a studiare il copione! Di solito mi ritrovo a leggerlo e rileggerlo il giorno prima. Riesco a memorizzare di più quando sono sul palco a provare. Ritengo di essere più portato per le cose pratiche.


Viste le tue esperienze, a chi consiglieresti di fare teatro?
Consiglierei il teatro a chi non crede in se stesso, perché nel teatro dai te stesso alle persone che hai davanti. Io ho imparato molto di me proprio grazie al teatro.


Quali progetti hai per il futuro?

Per ora abbiamo intenzione di portare in scena Pericolo di coppia, uno spettacolo sulla coppia moderna, che ha debuttato il 27 novembre 2017. Abbiamo in mente anche una nuova commedia e tra vari progetti stiamo pensando ad una collaborazione con gli ImprOvedibili. Per il resto vivo giorno per giorno.

Testo di: Sara Bellebuono

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